Il patentino Open A2 per droni

Il patentino Open A2 per droni

Che cos’é il patentino Open A2 per droni

Gli amanti dei droni sono certamente al corrente delle principali regole relative al loro pilotaggio, per il quale è necessaria una vera e propria patente che differisce in base alle competenze del pilota; proprio come accade per il documento richiesto per condurre su strada i veicoli a motore, la patente Open A2 per droni permette di pilotare questi velivoli in prossimità delle persone, delle zone residenziali e alle aree normalmente interdette a chi possiede un attestato UAS A1/A3, come le autostrade e le linee ferroviarie.

Per conseguire la patente Open A2 per droni è necessario studiare un poco e superare un esame apposito che prevede una totalità di 30 domande a risposta multipla; a tal proposito è comodo procurarsi il manuale d’esame per il patentino Open A2 (https://www.dronext.eu/manuale-eserciziario-esame-cro), un grande aiuto per raggiungere gli obiettivi prefissati nel più breve tempo possibile. Vediamo con esattezza in cosa consiste il patentino e quali sono i prerequisiti richiesti dalla legislazione; vediamo inoltre quali sono le principali materie di studio relativamente alla guida di un drone con e senza limitazioni.

Come si ottiene il patentino Open A2 per droni

Coloro che hanno intenzione di pilotare un drone in prossimità delle aree urbane e vicino alle persone devono conseguire il patentino Open A2; per accedere a tale opportunità è comunque necessario essere già in possesso dell’attestato di pilota UAS A1/A3 in corso di validità, un documento che permette di far volare un drone in condizioni di non criticità, cioè in assenza di potenziali rischi per le altre persone. I corsi appositi che preparano all’esame per ottenere il patentino Open A2 prevedono una parte teorica di 10 ore così suddivise: 2 ore di metereologia; 4 ore di pianificazione e prestazioni di volo; 4 ore di gestione del rischio e mitigazioni tecnico-operative.

La parte pratica consiste in un addestramento della durata di 4 ore corrispondente alla simulazione di alcuni scenari specifici selezionati dal candidato stesso. Nonostante ciò, è ora possibile conseguire la patente Open A2 per droni in maniera semplificata e grazie all’ausilio di un manuale d’esame; la legge non impone più agli aspiranti piloti di frequentare obbligatoriamente una scuola di volo. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste tale manuale.

Il manuale d’esame per ottenere la patente Open A2 per droni

Il manuale semplificato permette di ottenere la patente Open A2 per droni in meno tempo e senza l’obbligo di frequentare una vera e propria scuola di volo; in questo modo sarà possibile pilotare un drone il cui peso è compreso fra i 500 grammi e i 2 Kg anche in prossimità delle aree urbane. Una volta che il candidato si è preparato a sufficienza potrà sostenere il relativo esame anche direttamente online approfittando del sito ENAC, mentre la parte pratica potrà essere autocertificata dal pilota.

Il manuale include una serie di esercizi finalizzati al superamento della parte teorica, esattamente come accade ai candidati che intendono ottenere la patente di guida per i veicoli a motore; si tratta di ben 300 domande con relative risposte studiate appositamente per sostenere l’esame senza ansia e con una conoscenza di base solida.

Pilotare un drone in qualsiasi momento e in qualunque situazione è un pò il sogno di tutti gli amanti del genere, proprio come accade ai radioamatori e ad altre categorie similari; la nostra proposta è molto valida in quanto permette ai candidati di prepararsi in autonomia in maniera efficace, senza correre alcun tipo di rischio ed evitando di recarsi obbligatoriamente presso una scuola di volo, spesso superflua per chi ha già acquisito una certa pratica con tali velivoli. Certamente, ci si appella al buon senso di ogni pilota che, tuttavia, dovrà già essere in possesso del patentino UAS A1/A3 necessario per operare in condizioni di non criticità e quindi distante dalle persone, con il fine specifico di non arrecare alcun pericolo agli altri o alle infrastrutture di uso comune.

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