Sentieri e percorsi di trekking da fare in Salento

Sentieri e percorsi di trekking da fare in Salento

Il Salento è una terra ricca d’incanti, dove natura storia e arte si uniscono intimamente, continuando a stupire l’occhio dell’osservatore da ogni canto. Per cui, partecipare delle sue bellezze significa inoltrarsi nel territorio, incamminarsi per sentieri naturali, su vie già percorse da secoli, nel loro rispetto.

Diversi sono i percorsi che possono imbastirsi lungo mete più o meno note.

Di seguito si cercherà di suggerire alcune indicazioni. Per cominciare, si forniscono brevi cenni in merito all’antico sistema viario salentino, fortemente condizionato dall’assetto insediativo dei Messapi, importante civiltà pre-latina, sulla cui base si impiantano le vie romane Appia e Traiana. La prima unisce Benevento a Taranto, e quest’ultima città a Brindisi. Successivamente, la via Traiana (I e II sec. d.c.) congiunge Benevento a Brindisi, scendendo lungo la costa Adriatica – intercettando l’antica Valesio — fino a Otranto, così toccando due porti aperti sull’Oriente. Una terza via, la Sallentina, antica direttrice messapica, da nord a sud collega Taranto ai maggiori centri marittimi sullo Jonio, fino al Capo di Leuca, passando per Vereto, fino a Vaste e Otranto. Per queste vie, in epoca medioevale, pellegrini in viaggio per la Terrasanta raggiungevano i porti del sud Salento, facendo tappa in stazioni intermedie di ricovero. Le vie francigene partivano dal sud dell’Inghilterra e attraversavano l’Europa continentale e il territorio italiano.

Volendo disegnare alcuni tragitti ideali a partire dagli antichi percorsi, si possono indicare alcuni tratti caratterizzati da interessanti siti come segnalato su Immagina Salento. Ecco alcuni percorsi da fare:

A nord di Lecce

Poco più a nord di Brindisi, lungo la costa, si incontrano Torre Guaceto, importante riserva naturale, dove sfocia il Canale Reale, e le Saline — poco più a sud dell’abitato brindisino. Continuando, dopo Valesio, a nord di Lecce, il pantano e il bosco del Parco Naturale Regionale di Rauccio presentano un contesto naturalistico decisamente interessante, sia in riferimento alla zona umida e delle dune, sia in relazione all’antica foresta, un tempo estesa su gran parte della provincia leccese. Nel parco sorge una masseria del XVII secolo, con torre d’allevamento dei colombi, mentre, più prossima alla riviera, campeggia Torre Rinalda e, a ovest, l’Abbazia di Cerrate.

Proseguendo sulla linea delle zone umide, pochi chilometri oltre Lecce, si distende la riserva naturale de Le Cesine, nota per l’esteso bosco e sottobosco della tipica flora e fauna mediterranea, e per l’area acquitrinosa, ideale habitat dell’avifauna.

Dai Laghi Alimini a Otranto

Similmente, canneti, pinete e macchia mediterranea si ripropongono lungo la costa, sorvegliata dalle antiche torri d’avvistamento, al di sopra di spiagge via via più ampie, oltre il sito archeologico di Roca (e le due Grotte della Poesia, una delle quali antico santuario messapico), verso i bacini dei Laghi Alimini, approssimandosi a Otranto. In quest’area, nella campagna dell’interno, luoghi di particolare interesse sono rappresentati dalla Masseria Torcito (Cannole) e dal Parco dei Megaliti (dolmen, menhir).

Giunti a Otranto, la Baia delle Orte (fra porto e Faro di Punta Palascìa,estrema falesia ad Est,incontro fra Mare Adriatico e Jonio), segnata dalla Torre del Serpe (antico faro) e dalla Torre dell’Orte, rivela un ulterioresitodegno di nota: la dismessa Cava di Bauxite, un cratere racchiuso fra dune rosse coperte di vegetazione, le cui tonalità contrastano meravigliosamente con i verdi riflessi del bacino.

Più a sud, la piccola baia di Porto Badisco, mitico approdo di Enea (ma più probabilmente Castro), ospita la celeberrima Grotta dei Cervi,complesso ambiente sotterraneo fatto di stretti cunicoli e cavità più ampie, dove sono raffigurati numerosipittogrammi risalenti al neolitico.

Nel Parco Otranto-Santa Maria di Leuca

Il Parco Regionale Costa d’Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e Parco delle Querce di Castro” si caratterizza nella sua macchia mediterranea, composta da arbusti, ulivi, lecci, querce spinose e esemplari di quercia vallonea (come a Tricase), e da ricco sottobosco, con piante di timo, mirto, corbezzolo, e fiordalisi, finocchio selvatico, orchidee spontanee; nella campagna disegnata da muretti a secco, pajare, canali. La costa è ricca di grotte marine, molte delle quali conservano segni dalla preistoria.

Il Percorso delle Cipolliane,nell’ambito del parco, si snoda dalla Spiaggetta del Ciolo, incastonata fra altissimi costoni di roccia, lungo un sentiero di circa tre chilometri, per il canyon, seguendo i tratturi dei commercianti di sale fra la nuda falesia a picco sul mare (che riporta numerosi fossili marini) e vegetazione spontanea. Sul cammino è possibile visitare le maestose Grotte delle Cipolliane,anch’esse ricche di testimonianze preistoriche, prima di arrivare al Porticciolo di Marina di Novaglie.

Altri percorsi

Ulteriori percorsi possono riguardare i centri del capo di Leuca e il versante Jonico, come ad esempio Porto Selvaggio, piccola incantata insenatura cristallina, protetta da un lungo percorso da fare a piedi, circondata dalla pineta dell’omonima Riserva Naturale. Qui, la Grotta Verde è sito di gran interesse archeologico; così come le due Grotte Uluzzo e del Cavallo (rinvenuti segni dell’uomo di Neanderthal) nella vicina Baia di Uluzzo, piuttosto inaccessibile.

Infine, riguardo al territorio brindisino, brevemente si menziona la stupenda Valle d’Itria e, per la provincia di Taranto, le Gravine.

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